Il percorso

L’obiettivo del nostro percorso è quello di portare i nostri ragazzi ad effettuare un’esperienza di trekking su un sentiero che racchiuda simbolicamente la Provincia di Prato, aprendosi su altre strade, che idealmente rappresentano il collegamento con le esperienze di chi ci sta intorno. Cammineremo, insomma, come se spargessimo “semi” che porteranno frutti di condivisione e di speranza.

Giorno 1

Cominceremo a camminare il giorno 27 marzo 2017, ospitati dalla guida dell’Ente Parco di Monte Sole, con la quale percorreremo il “Sentiero del Postino” e che ci racconterà come la violenza nazifascista portò in queste terre la morte per centinaia di inermi civili, anziani, donne e bambini. Proprio per mantenere viva la memoria di questa storia drammatica, delle vicende della Brigata Partigiana Stella Rossa, delle distruzioni apportate dalla guerra, nel 1989, è stata istituita questa Area Protetta, il cui principale obiettivo, oltre alla tutela e valorizzazione del patrimonio ambientale, è la diffusione di una cultura di pace rivolta soprattutto alle giovani generazioni.

La sera ceneremo e dormiremo ospitati dall’Associazione Ambientalista URCA di Bologna e faremo “due chiacchiere” e canteremo e balleremo con gli amici di strada.

Giorno 2

Il giorno successivo, 28 Marzo 2017, cominceremo a muoverci verso Grizzana Morandi, località in cui avremo l’occasione di visitare il famoso castello, edificato a partire dal 1850 dal Conte Cesare Mattei sulle rovine di un antico castello con annessa chiesa e cimitero risalente al 1200. Durante la sua vita il Conte ha modificato più volte la struttura rendendola un intreccio labirintico di camere dai variopinti stili, torri e scalette.

Inoltre, con brevi deviazioni, avremo la possibilità di ammirare nel loro splendore le rocce affioranti in località Finocchia e Serretti di Sopra e le famose Cascate di Labante già protette dalla Comunità Europea, oltre al complesso architettonico di Torre Jussi, composto da una casa torre del Cinquecento contornata da edifici risalenti al XVII secolo.

Giorno 3

Il terzo giorno, da Grizzana Morandi partiremo alla volta di Camugnano, soprannominato la “terrazza dell’Appennino” per la sua splendida posizione panoramica. Qui è stato istituito nel 1995 il Parco regionale dei laghi Suviana e Brasimone. In questo parco, ricco di natura incontaminata, fauna selvatica e borghi storici, sono compresi anche i laghi artificiali del bacino del Brasimone (ricadente nel territorio del Comune di Camugnano) e il lago di Suviana (ricadente nel territorio dei Comuni di Camugnano e Castel di Casio).
La sera saremo ospiti a Carpineta. Inoltre, con brevi deviazioni, avremo la possibilità di ammirare nel loro splendore le rocce affioranti in località Finocchia e Serretti di Sopra e le famose Cascate di Labante già protette dalla Comunità Europea, oltre al complesso architettonico di Torre Jussi, composto da una casa torre del Cinquecento contornata da edifici risalenti al XVII secolo.

Giorno 4

Il giorno dopo, 30 marzo arriveremo a Montepiano, attraverseremo il Parco regionale dei Laghi Suviana e Brasimone. Gli scorci paesaggistici dei laghi con i borghi dalla affascinante architettura rurale, dispersi nei boschi, dove di notte offrono la possibilità di ascoltare il bramito dei cervi nel periodo nuziale. Stagno e Bargi arroccate sui rilievi rocciosi ospitavano castelli lungamente tenuti dai fedeli vassalli del re longobardo prima e poi per l’imperatore, contro le mire espansionistiche di Bologna fedele al papato. Il disinteresse per il territorio seguito alla destinazione per fini energetici ha paradossalmente favorito la varietà delle specie forestali e di conseguenza dell’avifauna, che però ora si presenta in diminuzione, in particolare nelle aree boscate più vicine ai laghi dove è più forte il turismo consumistico rispetto a quello contemplativo.

Al confine settentrionale della provincia di Prato, la conca di Montepiano segna il confine tra due regioni e diventa lo spartiacque tra il Bacino del Setta, affluente del Reno Bolognese, e il Bacino del Bisenzio.

Molti sono i pittori che, affascinati dal verde che circonda il paese, hanno soggiornato a Montepiano: Bruno Saetti, Gastone Breddo, Virgilio Mazzetti e Salvatore Agresti. La testimonianza maggiore l’ha lasciata Saetti donando negli ultimi anni al paese il Parco del Sole, sulla strada che conduce alla Badia.

Inoltre, qui a Montepiano potremo ammirare l’affascinante Abbazia di Santa Maria, un edificio religioso che conserva il bel paramento in arenaria del XII secolo, opera di maestranze lombarde, che dotarono la facciata dell’originale coronamento ad archetti rampanti su colonnini – l’unico esempio noto nell’area pratese e pistoiese – e scolpirono il notevole portale, ornato da rilievi arcaizzanti sull’architrave e nella soprastante lunetta.

La notte saremo ospitati presso la Pro Loco, dove le gentili signore del posto ci prepareranno per cena degli squisiti manicaretti per allietare la fatica del giorno appena trascorso.

Giorno 5

Il giorno dopo, 31 marzo, con uno spettacolare sentiero panoramico che corre in gran parte lungo il crinale della dorsale della Calvana settentrionale, a partire dalla Pieve di S. Michele presso Montecuccoli (attraversato un breve tratto all’interno del bosco) raggiungeremo le praterie di crinale, ambiente di grande suggestione, dove non è raro trovare animali al pascolo. La Pieve, di antichissima fondazione e posta sotto la protezione della nobile famiglia Della Tosa, godette di una sicura rilevanza e di una speciale immunità. Documentata dal 990, e anticamente dedicata a Santa Gerusalemme, la chiesa fu profondamente trasformata nel 1560 circa e aggiornata nel XVIII secolo, e non mostra tracce della sua origine medievale. Recentemente la Pieve di San Michele è stata ricollegata alla diocesi di Prato. Nonostante i rimaneggiamenti il complesso architettonico, costituito dalla chiesa e dalla canonica, con annessa casa contadina e rustici, rimane anche per la sua particolare dislocazione un’oasi fuori dal tempo.

Giorno 6

Da Montecuccoli il giorno dopo, primo aprile, arriveremo a Prato e non sarà semplice. Occorrono circa 4/6 ore di sentiero per arrivare finalmente alla Villa del Palco (nota anche come villa San Leonardo, appellativo che sorge dal soggiorno del noto predicatore poi santificato) sulle pendici del monte della Retaia che ci ospiterà per la nostra ultima notte di trekking in attesa del due aprile, per la conclusione del progetto in Palazzo comunale a Prato. Qui presenteremo alla città tutte le esperienze che questi sei giorni di strada ci hanno regalato.